Amici della Musica Arezzo 

La vita, la storia, e la mission filantropica degli Amici della Musica di Arezzo si identifica con uno  dei miti assoluti del pianismo internazionale: Arturo Benedetti Michelangeli.  Ricerche recenti hanno permesso di ri-leggere la magia e il  fervore culturale di quegli anni, le sue programmazioni artistiche, oltre  alle frequente presenza delle riprese  RAI, hanno rilevato un Benedetti Michelangeli organizzatore e pianificatore. Manuel Lualdi, amico di "Ciro" lo seguiva durante tutti i corsi fino a  girare un documentario narrativo unico proprio sui corsi ad Arezzo. 

E’ a tutti noto che un periodo importante della storia di Arezzo è stato segnato dalla presenza di Arturo Benedetti Michelangeli e dei suoi allievi, giovani pianisti, provenienti da ogni parte del mondo, che in virtù della fama del Maestro, e del prezioso mecenatismo di alcuni nostri concittadini, sarebbero diventati più o meno famosi nei nostri giorni. Comunque per ciascuno il pianoforte e la carriera artistica furono non solo passione bensì percorso e aspettativa del proprio futuro. 

L’ attività didattica del Maestro, sfruttava le capacità virtuose dei singoli individui, ma si esprimeva con estrema generosità nel consegnare agli allievi un patrimonio di lettura e interpretazione: successivamente fu definita come una visione ascetica della musica. Per Michelangeli si trattava di restituire l'apprezzamento del merito che lui stesso aveva ricevuto, vivendo le giornate come in una sua grande famiglia.

E' proprio con Arturo Benedetti Michelangeli e Mario Salmi che erano nati  gli Amici della Musica di Arezzo nel 1950,permettendo che Arezzo, nel decennio a venire, sarebbe stata  destinata ad essere una città fertile e creativa, memorabile. Grazie a Benedetti Michelangeli da Milano si infondeva la cultura musicale in una città di provincia, che ancora conservava quella bonarietà della campagna tanto da renderla davvero bella ed accogliente con il Concorso Polifonico. Benedetti Michelangeli attira così in città molti dei suoi amici musicisti, Badura Skoda, il caro Ettore Gracis, il giovane Salvatore Accardo, e li coinvolge, grazie a quella macchina di entusiasmo  filantropico che è stato il pres. Mario Bucciolotti.   Oltre alla elevata professionalità è noto il bagaglio di storie e aneddoti che si sono sviluppati intorno alla sua personalità. Un essere unico per la purezza e l’essenzialità dello spirito dell’artista, un mito, che un giorno, semplicemente, si rende conto che non esistevano più quegli elementi necessari per continuare.